COWBOY UP
COWBOY UP
Working Cowboy
Di Drew Mischianti - Natalia Estrada Photo Art

E’ lunga la giornata di un cowboy. Inizia al buio e finisce al buio. Non esistono domeniche o feste comandate. Non esiste bello e cattivo tempo. Esiste il lavoro e la certezza che lo si finisca, sempre. Le ore in sella sono tante e se non lo hai provato, non lo puoi capire. C'è sempre da andare in giro, marchiare, vaccinare, spostare bestiame. La sera hai una fame che mangeresti la sella ed un sonno tremendo, tenuto a bada solo dalla fame stessa. Non c'è tutta quella poesia che ti raccontano in tv. E' un lavoro duro e non è per tutti. Soprattutto non c'è nessuno disposto ad insegnartelo. O lo capisci da solo o lasci perdere. Istinto, attitudine, predisposizione. Ti servono questo mucchio di cose per farcela, ammesso che tu lo voglia davvero. Se soltanto, anche una sola volta ti viene in mente di chiederti se ne vale la pena, in quel momento stesso smetti di essere un cowboy. Essere un cowboy non è un mestiere ma un destino. Troverai un gran numero di persone che ti rideranno dietro. Spesso cittadini o gente da horse show, con gli stivali lucidi ed i cavalli pettinati bene. Per loro sarai un tonto, uno che ancora crede che andare dietro ad una mandria di vacche rappresenti qualcosa di epico. Mentre un tuo coetaneo vince un futurity, tu stai facendo attraversare un fiume gelato a venti manze e nevica brutto e sei bagnato fino alle ossa. E non è finita. Tornato al ranch.......

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