Dopo il modello 1876, che sicuramente non riuscì ad entrare nella leggenda delle armi a leva come lo “Yellow Boy” ed il modello 1873, ma si dovette accontentare di lasciare una traccia meno nobile nella storia delle armi Winchester, la ditta di New Haven si apprestava ad entrare in contatto con colui che possiamo definire il vero genio nel campo delle invenzioni meccaniche collegate al settore delle armi moderne. Mi riferisco a John Moses Browning, che negli anni '70 del XIX secolo era ancora uno sconosciuto mestierante nell'armeria del padre Jonathan, in quel di Ogden, un sperduto paesino nello stato dello Utah. Con i suoi fratelli George, Matt (il suo braccio destro) e John Ed, aveva organizzato un piccolo laboratorio artigianale dove, oltre ad ordinari lavori di riparazione e manutenzione, si dedicava alla sperimentazione di nuovi meccanismi, con macchinari molto rudimentali e per lo più costruiti in autonomia. Il primo contatto con la Winchester avvenne nel 1883 tramite un agente commerciale di essa, un certo Andrew MacAusland, che era venuto in possesso di una carabina monocolo marcata “Browning Brothers”, matr. 463, in calibro 45-70-405 e che dimostrava delle doti meccaniche e funzionali eccellenti. Tali caratteristiche insolite lo indussero, senza tergiversare in ulteriori ripensamenti, a farla visionare ai responsabili della casa di New Haven. Thomas G. Bennet, allora vicepresidente della Winchester, rimase completamente affascinato dalle soluzioni meccaniche adottate su quest'arma realizzata da un costruttore sconosciuto. Valutò bene anche il fatto che quel numero di matricola abbastanza alto significava.......