I trappers americani, chiamati anche mountain-men, non furono pionieri in senso vero e proprio. Anzi, non lo furono affatto perché non si sognarono mai di far avanzare la civiltà dei bianchi nei territori dell'Ovest, preoccupandosi soltanto di cercare pelli per il loro lavoro o per il guadagno delle proprie Compagnie. Tuttavia, poiché cacciando i castori aprirono nuovi passaggi nel cuore delle Montagne Rocciose, in un certo senso possono essere considerati i protagonisti della colonizzazione americana. In ogni caso, anche dopo la spedizione di Lewis e Clark, che aprì le porte dell'Ovest, era opinione comune degli uomini politici dell'epoca che i confini naturali occidentali degli Stati Uniti fossero costituiti dalle Montagne Rocciose, ritenute ancora una barriera invalicabile. William Ranney nacque a Middletown nel Connecticut, ma dopo la morte di suo padre, capitano di una nave mercantile, si trasferì con suo zio a Fayetteville, in North Carolina, dove lavorò come apprendista nella bottega di uno stagnino. A partire dal 1833, mentre si trovava a New York, iniziò ad interessarsi al disegno e alla pittura. Nel 1836, quando in Texas scoppiò la rivolta dei coloni americani che intendevano ottenere l'indipendenza dal Messico, Ranney si arruolò come volontario nella milizia civile, costituita per combattere contro l'esercito messicano. A quell'epoca il Texas era ancora una vastissima regione in gran parte disabitata, ricca di estese pianure che la rendevano il territorio ideale per l'allevamento del bestiame e per la coltivazione del cotone. Per molti coloni.......