Feldspato, quarzo ed arenarie, frammenti, provenienti da formazioni geologiche dell'Appennino Meridionale, i minerali, presentano le tracce di una erosione lenta, dettata da processi che hanno una durata di milioni di anni, le particelle, sono levigate dalle acque e lavorate dal vento, afferro un pugno di sabbia, e sono consapevole che stringo nel mio palmo, la storia geologica di uno spartiacque affascinante quale è l'Appennino Meridionale, il vento poi sottrae alla forza di gravità i grani di rena e li deposita lungo il litorale, li osservo mentre si adagiano l'uno accanto all'altro in una geometria perfetta. La spiaggia, che sembra immobile è in continua evoluzione, Madre Terra è viva, e lo dimostra con i suoi lenti processi, che mutano i litorali e smembrano le pareti rocciose. Osservo gli zoccoli ferrati dei nostri cavalli che affondano nelle chiare sabbie del golfo di Manfredonia, l'insenatura disegna un ampio arco, la temperatura man mano che passano le ore aumenta, ed il terreno riscaldato dai raggi solari, rende il paesaggio instabile, il sudore si raccoglie sotto il mio cappello, ed il Wrangler è letteralmente incollato alla mia pelle, anche la mia cavalla non tollera la calura della spiaggia, è agitata, e ne avverto il disagio, è la prima volta che percepisce il rumore del frangersi delle onde, si muove con passo rigido, e poco sicuro, teme le onde del mare. La risacca trasporta, nella sua spuma bianca, le fragranze dei Balcani e gli odori della Grecia, questo è il profumo dell'Adriatico, il moto ondoso, è un sottofondo rilassante, una melodia dettata dal vento, che sfiora la spiaggia per poi lanciarsi nel suo movimento vorticoso sul pelo dell'acqua, di un mare dai colori variegati, risaliamo l'arenile, sino ad intercettare il fiume Cervaro, il paesaggio ora cambia, la vegetazione s'infittisce, la sabbia.........