TREKKING
TREKKING
Il passaggio dell’equilibrio
Una fila ordinata di cavalli
Di Emil McFil - Foto di Pasquale Leopardo

Il puledro, corre seguendo traiettorie improvvise, si allontana dalla madre, annusa le cavalle, poi si avvicina verso di noi, è timoroso, ci riconosce e con un guizzo scappa via in un galoppo goffo e traballante. Improvvisamente, come trattenuto da una mano invisibile, si ferma, ci osserva, è curioso, ha voglia d'imparare, di capire, di scoprire il mondo che si affaccia alla sua vita, ci invita in quello che è il gioco della conoscenza e della sopravvivenza. Siamo alle prese con finimenti e lunghine, le risate suscitate dai commenti sul modo di fare scherzoso del giovane cavallo, non mi fanno distogliere dal gustare lo sguardo singolare del piccolo sauro. Lui senza alcun timore infastidisce gli inseparabili e pazienti cani pastori maremmani. Anche il bosco sembra fissarci, ed avverto la sua voce, una voce fatta di suoni delicati e misteriosi, suoni rilasciati dalle foglie mosse dal vento e dai piccoli roditori che in un moto accelerato seguono percorsi ben tracciati, eseguono manovre veloci e sicure, dettate dalla conoscenza dei soliti spostamenti , anche gli insetti sono rapiti dalla vitalità della foresta e con il loro fare, generano un rumore di sottofondo per nulla fastidioso, la selva si presenta in tutto il suo splendore, è il periodo della fioritura ed il sottobosco è particolarmente ricco di colori sgargianti, passiamo dal giallo delle margherite al viola delle orchidee selvatiche, i rovi sono in fiore ed i candidi germogli delle bacche, rilasciano il profumo delicato dei pollini che si disperdono nel vento. Gli odori del bosco sono......

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